Peschici, la Meraviglia da Vivere

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La città pugliese, sorge fra Vico del Gargano e Vieste, è una famosa località balneare più volte insignita della Bandiera Blu a conferma della bellezza delle sue acque. Il suo litorale è caratterizzato da cale e baie, molto visitate dai turisti escursionisti. Il tratto di costa si presenta in parte roccioso e impervio e in parte sabbioso ma comunque molto visitato.

La località si trova all’interno del Parco Nazionale del Gargano.

Si tratta di un vero gioiello naturale, perfetto per le vacanze all’insegna della cultura ma anche dell’esplorazione di un patrimonio naturale lussureggiante e incontaminato.

PESCHICI DA NON PERDERE

Cosa visitare a Peschici?

Il centro storico di Peschici è custodito all’interno delle antiche mura del Castello Bizantino. Reso caratteristico dai vicoletti stretti e fitti, scavati direttamente nella roccia, è il luogo ideale per gli appassionati dei centri urbani storici pugliesi.

Da non perdere sono le incantevoli spiagge tra le quali la meravigliosa Baia di Manacora.
Sul posto è presente il lounge bar preferito dagli ospiti del nostro villaggio Residence M3, il Camavitè. Affacciato direttamente sulla Baia, è la conclusione ideale per una giornata di esplorazione, mare e cultura locale.

Golfi, cale, calette Grotte che stringono rami di mare in ruvidi abbracci. Sgusciano via, a ritrovare l'azzurra, immensa distesa bianca di onde ridenti. Un po' capricciose, come bambine in grembo alla madre. La case bianche di Peschici guardano dall'alto, stupite e orgogliose, come gelose guardiane di tanta bellezza, di tanto azzurro cangiante. Non ho mai amato tanto il mare come oggi, in questo pezzo di Gargano stupefacente.
Franca Maria Bagnoli

Le torri costiere di Peschici

Dopo la guerra franco-spagnola per l’ottenimento del possesso sul regno di Napoli, vi fu l’assedio di Tremiti dove fu poi decisa la costruzione di 10 torri che percorrevano longitudinalmente la Capitanata.

Passano soli 5 anni e il numero delle torri da 10 diventa 21 e tra queste troviamo:

  • Quella di Monte Pucci
  • La torre chiamatadei doganieri a San Menaio
  • E quella di Calalunga, che poi fu diroccata nel 1570


Questi  fortilizi  che contraddistinsero la geografia architettonica del territorio innalzandosi su alte rupi a picco sul mare con le loro posizioni dominanti e panoramiche come sappiamo tali posizioni erano fortemente strategiche e funzionali all’avvistamento ed alla successiva eventuale segnalazione delle navi nemiche.

Le splendide torri hanno una base quadrangolare e hanno la forma di tronchi di piramide. Il loro accesso era dal lato dei monti e solo tramite delle scale si poteva entrare, queste erano anche retrattili e costituite da legno come materiale preferenziale, quest’ultimo venne successivamente sostituito – visto che il logorio del tempo agisce sui materiali vivi – da rampe in muratura fisse.

Le feritoie erano aperte nelle pareti laterali.

Il sistema prevedeva che ogni torre dovesse essere vista da altre due e per mandare segnali di avvistamenti in mare si utilizzavano i segnali di fumo per le ore diurne mentre per la notte di ricorreva a segnali di fuoco o ci si attrezzava con il suono di campane o corni. Queste strutture difensive erano davvero efficaci e per allertare le popolazione venivano anche inviati emissari tra la gente del posto.

TRADIZIONE E TERRITORIO

Trabucchi: testimoni della cultura locale storica

Il trabucco è un’antica macchina per la pesca dalla costa, realizzata in legno, con pini d’Aleppo, tagliati e scortecciati. La struttura poggia sulla roccia, dove vengono praticati dei fori profondi abbastanza “cugnati” per offrire la stabilità necessaria. Vi è una piattaforma rettangolare di circa 7 m che funge da piano di manovra, detta ponte o palchetto, su questa sono sistemati due argani, che vengono ruotati per il sollevamento della rete. Le antenne, lunghe dai 40 ai 50 m, sono componenti essenziali, su di esse scorrono le carrucole e le funi a cui è collegata la rete. I pali che si sviluppano in altezza sono detti alberi e sorreggono i tiranti in fil di ferro, per la loro costruzione si utilizzava legno di castagno o resti di antichi bastimenti. I tiranti tengono salda e unita la struttura e ne limitano le oscillazioni. La rete, di dimensioni irregolari, in nylon ha trama irregolare, più fitta al centro, più larga esternamente.

La pesca

La pesca da trabucco sfrutta le correnti ed i moti migratori dei banchi di pesce sotto costa. Sul Trabucco vengono praticate due differenti tecniche di pesca: a tramaglio e a sbarramento. Nella pesca a tramaglio la grande rete viene calata verticalmente nell’acqua di modo da pescare pesci di differenti dimensioni grazie alla maglia irregolare, più stretta al centro e più larga esternamente. La tecnica a sbarramento sfrutta i moti migratori dei pesci lungo la costa, in questo caso la rete viene calata da un solo lato, sbarrando di fatto il percorso dei pesci che si trovano così intrappolati e senza vie di fuga. A seconda della collocazione, a Ponente o a Levante, il trabucco era destinato a pescare pesce proveniente da Nord, dalla zona dei laghi, o da Sud, di ritorno dai recessi del Monte Gargano, dove aveva svernato e depositato le uova. Per tale ragione, laddove possibile, venivano impiantati due differenti trabucchi, uno a Ponente ed uno a Levante, sul medesimo costone roccioso.

Il nome
L’ipotesi più accreditata sul significato del nome trabucco riporta al termine “trabocchetto, trappola”, poi declinato nei differenti dialetti in trabocco (sulla costa abruzzese) ed in trabucco (sulla costa garganica).


Le origini
I primi trabucchi della costa garganica, così come li ammiriamo oggi, furono realizzati a dine ‘800 inizi ‘900. Vista la complessità della struttura, i costruttori dei trabucchi vengono definiti maestri trabucchisti, in grado di realizzare opere di alta ingegneria capaci di sfidare i violenti venti marini ed il trascorrere inesorabile del tempo. A Peschici si ricordano almeno 4 maestri trabucchisti e relative famiglie: Fasanella Matteo, Marino Agostino, Ottaviano Battista, Rauzino.


Il trabucco oggi
I trabucchi oggi sono stati riconosciuti beni storici-culturali da parte della Regione Puglia. Grazie ad una tradizione lunga più di un secolo, alcuni di questi sono ancora perfettamente funzionanti ed utilizzati per la pesca. Sul territorio di Peschici sono presenti 6 strutture funzionanti, 3 di queste aperte al pubblico: IL Trabucco di Monte Pucci (Famiglia Fasanella), il Trabucco di San Nicola “da Mimì” (Famiglia Ottaviano) ed il Trabucco di Manaccora (Famiglia Ranieri).